Informazione intercettata

showposterIeri sera ad otto e mezzo ospiti di Lilly Gruber c’erano una onorevole (?) e due giornalisti (ormai non considero più la Gruber come tale).

L’argomento era il solito, eterno, ripreso, rimescolato e riscaldato delle intercettazioni.

A dibatterne: Marco Travaglio (direttore de “Il fatto quotidiano”, Angela Rodicio (giornalista internazionale), Alessia Rotta (deputata PD).

Secondo il pensare comune della trasmissione, fatta eccezione per Travaglio, pubblicare intercettazioni ormai non coperte da segreto istruttorio e che hanno una rilevanza non penale ma di opportunità politica (vedi il caso Guidi – Gemelli) è sconveniente e di cattivo gusto oltre che sintomo di cattiva informazione.

Sempre secondo le donne presenti in studio è meglio che il cittadino legga intercettazioni di chi sia stato già condannato, piuttosto di chi è “solo” indagato.

Prendo in prestito l’esempio di Marco Travaglio al fine di far riflettere tutti.

Mettiamo che abbiate un vicino di casa “solo” indagato per pedofilia e di cui sappiamo perchè le intercettazioni sono pubbliche (non fuoriuscite grazie alle procure come cercano di convincerci i pasdaran della politica, ma non più sotto segreto istruttorio), avreste il coraggio di affidare uno dei vostri figli di 5 o 10 anni a questo individuo?  Io personalmente no.

L’obiezione (assurda e che denota un filo di ignoranza) della super giornalista Rodicio è stata che la “vittima” di questa pubblicazione sia danneggiata nel suo diritto alla difesa.

Peccato che non sia così, peccato che conservi tutti i diritti giuridici e peccato ancora che magari qualcuno potrebbe pensarci prima e non sfregarsi le mani o ridere perchè c’è stato un terremoto a l’Aquila.

Tralascio le cadute di stile della deputata Rotta, una vera fucina di dichiarazioni impertinenti e saccenti ma a cui ormai siamo abituati.

Se volete rivedere questa perla di puntata: http://www.la7.it/otto-e-mezzo/rivedila7/renzi-il-garantista-21-04-2016-181668

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